Il fotografo e artista Jean Paul Bourdier è noto per il progetto “Bodyscapes“, in cui mescola la body art con il paesaggio circostante. Le sue opere hanno vinto numerosi concorsi internazionali, ed hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti nel campo delle arti. L’artista vive in California ed opera come professore di disegno e fotografia presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Berkeley. Le persone, dipinte come il paesaggio circostante, si fondono perfettamente con le forme ed i colori presenti in natura. Questo tipo di fotografia può essere considerata come una commistione fra fotografia a prospettiva forzata. Si tratta di bodypainting ai massimi livelli. Alcune fotografie non seguono la natura circostante ma staccano completamente, rendendo la modella o il modello una sorta di scultura colorata in mezzo al paesaggio. L’intera collezione è diventata un’opera in formato cartaceo, che si va ad aggiungere ad altre pubblicazioni e collezioni davvero interessanti. Jean Paul è anche un cineasta, avendo diretto molti film e collaborato ad altri progetti su pellicola. Per chi volesse approfondire l’opera del fotografo, può andare sul suo sito personale (www.jeanpaulbourdier.com) dove poter apprezzare meglio tecniche e metodologie usate per ottenere questi strabilianti risultati.
fonte: www.weandthecolor.com
Visualizzazione post con etichetta Fotografia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fotografia. Mostra tutti i post
lunedì 12 novembre 2012
Jean Paul Bourdier, Fotografo e Artista...
martedì 16 ottobre 2012
Retrospettiva su Edward Weston, Maestro della Fotografia Statunitense
A oltre quindici anni dall’ultima sua mostra in Italia, l’esposizione intende celebrare il lavoro di Edward Weston, grande maestro della fotografia statunitense.
In mostra, un ricco percorso tra le opere più importanti del fotografo californiano: oltre 110 stampe fotografiche originali, provenienti dal Center for Creative Photography di Tucsone dalla collezione privata di Margaret Weston. Saranno proposti tutti i temi indagati dal celebre fotografo americano, dai nudi ai paesaggi, attraverso una galleria di ritratti e di “oggetti” - dai famosi peperoni ai giocattoli indigeni - trasformati da Weston in icone surrealiste e postmoderne. Spesso direttamente paragonata alla pittura e alla scultura, la fotografia di Weston è l’espressione di una ricerca ostinata di purezza, nelle forme compositive così come nella perfezione quasi maniacale dell'immagine. L’autore indaga gli oggetti nella loro quintessenza, eleggendoli a metafore visive degli elementi stessi della natura.
14 settembre - 9 dicembre 2012
Ex Ospedale Sant’Agostino Largo Porta Sant'Agostino, 228 41121 Modena, Italia
Info e prenotazioni: tel 335 1621739 info@mostre.fondazione-crmo.it
"Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento"
Henri Cartier-Bresson
fonte: www.fondazionefotografia.it
In mostra, un ricco percorso tra le opere più importanti del fotografo californiano: oltre 110 stampe fotografiche originali, provenienti dal Center for Creative Photography di Tucsone dalla collezione privata di Margaret Weston. Saranno proposti tutti i temi indagati dal celebre fotografo americano, dai nudi ai paesaggi, attraverso una galleria di ritratti e di “oggetti” - dai famosi peperoni ai giocattoli indigeni - trasformati da Weston in icone surrealiste e postmoderne. Spesso direttamente paragonata alla pittura e alla scultura, la fotografia di Weston è l’espressione di una ricerca ostinata di purezza, nelle forme compositive così come nella perfezione quasi maniacale dell'immagine. L’autore indaga gli oggetti nella loro quintessenza, eleggendoli a metafore visive degli elementi stessi della natura.
14 settembre - 9 dicembre 2012
Ex Ospedale Sant’Agostino Largo Porta Sant'Agostino, 228 41121 Modena, Italia
Info e prenotazioni: tel 335 1621739 info@mostre.fondazione-crmo.it
"Le fotografie possono raggiungere l'eternità attraverso il momento"
Henri Cartier-Bresson
fonte: www.fondazionefotografia.it
martedì 2 ottobre 2012
Mario Testino e la Moda
Nato il 30 ottobre 1954 a Lima in Perù da padre italiano e madre irlandese, Mario Testino è l’ultimo di sette fratelli. Studia alla Universidad del Pacifico, alla Pontificia Universidad Catolica del Peru e all’University of San Diego. Nel 1976 si trasferisce a Londra, in un appartamento presso un ospedale abbandonato vicino a Trafalgar Square. In poco tempo trova lavoro come fotografo per la realizzazione di portfolio per aspiranti modelle: si fa pagare £ 25 inclusi hairdressing e makeup. Nonostante la lontananza Testino è da sempre molto legato alla sua famiglia e ritorna spesso in Perù, quando gli è possibile.
Testino è considerato uno dei più celebri e ricercati fotografi di moda viventi. I suoi lavori hanno contribuito a creare l'immagine di grandi case di moda come Burberry, Gucci, Calvin Klein, Yves Saint Laurent, Valentino, D&G e Versace. Attualmente collabora con le principali riviste internazionali di moda, tra cui le edizioni americane, francesi e italiane di Vogue, The Face e Vanity Fair. Alcuni lavori fotografici sono esposti al Victoria and Albert Museum a Londra, al Carpenter center for the Visual Arts di New York e al FAAP di San Paolo in Brasile. Ha inoltre pubblicato diversi libri tra cui Any Objections (1998), From Row/Backstage (1999) e Alive (2001). Nel 1997 fotografa Diana (una delle ultime foto pubbliche prima della sua morte) per la cover di Vanity Fair diventando così uno dei fotografi più celebri al mondo: questi suoi scatti verranno celebrati nel 2005 nella mostra Diana: Princess of Wales, allestita a Kensington Palace. E l’autore del calendario Campari 2009 (con Jessica Alba).
Il suo è uno stile inconfondibile. Grande scrupolosità, passione per l’immagine e la sperimentazione. Testino è considerato un “creatore di icone”: a lui è stato attribuito il merito di aver messo fine al “regno” delle ubermodels” e, agli inizi degli anni novanta, di aver dato vita a una nuova “razza” di modelle come Kate Moss (la sua preferita) e Stella Tennant. Nulla è lasciato al caso nei suoi ritratti. Dietro l'apparente nonchalance si cela sempre una preparazione meticolosa, una scelta precisa di luci e di colori, un lavoro di équipe diretto con estrema cura, proprio come fosse un regista durante il making of di un film. Il suo stile è stato descritto come "luxury realism": ogni personaggio fotografato da Testino è volutamente reso speciale, pur mantenendo sempre i tratti salienti della propria personalità.
«L'ho catturata nel momento in cui stava liberando se stessa»
Mario Testino, fotografo
... dichiarazione fatta dopo aver fotografato la Principessa Diana.
Testino è considerato uno dei più celebri e ricercati fotografi di moda viventi. I suoi lavori hanno contribuito a creare l'immagine di grandi case di moda come Burberry, Gucci, Calvin Klein, Yves Saint Laurent, Valentino, D&G e Versace. Attualmente collabora con le principali riviste internazionali di moda, tra cui le edizioni americane, francesi e italiane di Vogue, The Face e Vanity Fair. Alcuni lavori fotografici sono esposti al Victoria and Albert Museum a Londra, al Carpenter center for the Visual Arts di New York e al FAAP di San Paolo in Brasile. Ha inoltre pubblicato diversi libri tra cui Any Objections (1998), From Row/Backstage (1999) e Alive (2001). Nel 1997 fotografa Diana (una delle ultime foto pubbliche prima della sua morte) per la cover di Vanity Fair diventando così uno dei fotografi più celebri al mondo: questi suoi scatti verranno celebrati nel 2005 nella mostra Diana: Princess of Wales, allestita a Kensington Palace. E l’autore del calendario Campari 2009 (con Jessica Alba).
Il suo è uno stile inconfondibile. Grande scrupolosità, passione per l’immagine e la sperimentazione. Testino è considerato un “creatore di icone”: a lui è stato attribuito il merito di aver messo fine al “regno” delle ubermodels” e, agli inizi degli anni novanta, di aver dato vita a una nuova “razza” di modelle come Kate Moss (la sua preferita) e Stella Tennant. Nulla è lasciato al caso nei suoi ritratti. Dietro l'apparente nonchalance si cela sempre una preparazione meticolosa, una scelta precisa di luci e di colori, un lavoro di équipe diretto con estrema cura, proprio come fosse un regista durante il making of di un film. Il suo stile è stato descritto come "luxury realism": ogni personaggio fotografato da Testino è volutamente reso speciale, pur mantenendo sempre i tratti salienti della propria personalità.
«L'ho catturata nel momento in cui stava liberando se stessa»
Mario Testino, fotografo
... dichiarazione fatta dopo aver fotografato la Principessa Diana.
mercoledì 26 settembre 2012
La fotografia nella moda
La fotografia nacque intorno al 1830, ma le prime tecniche di sviluppo, come la dagherrotipia, non permettevano la possibilità di stampare grandi quantità di foto. Nel 1856, Adolphe Braun pubblicò un book fotografico contenente 288 fotografie di Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, una nobildonna toscana alla corte di Napoleone III per conto del Regno di Sardegna. Le foto ritreavano la contessa nei suoi abiti di corte ufficiali, e resero la nobildonna la prima modella di fotografie di moda.
Nella prima decade del XX secolo, l'avanzamento tecnologico permise la stampa di fotografie nelle riviste. Fotografie di moda apparsero per la prima volta nella rivista francese La mode practique. Nel 1909, Condé Nast rilevò la rivista Vogue e contribuì all'evolversi della fotografia di moda. Una particolare enfasi fu posta nelcreare gli ambienti per le fotografie, un processo iniziato dal barone Adolf de Meyer, che fotografava i propri modelli nei loro ambienti naturali. Vogue fu immediatamente seguita dalla rivista Harper's Bazaar, e le due riviste rimasero indiscussi leader nel settore per tutti gli anni venti e trenta. Alcuni fotografi, specializzatisi nel genere, Edward Steichen, George Hoyningen-Huene, Horst P. Horst e Cecil Beaton transformarono la fotografia di moda in una forma d'arte, che si andò raffinando principalmente in Europa, ed in particolar modo in Germania.
Con l'inizio della seconda guerra mondiale, l'attenzione si spostò negli Stati Uniti, dove si fecero largo i nomi di alcuni fotografi come Irving Penn, Martin Munkacsi, Richard Avedon e Louise Dahl-Wolfe che diedero una ulteriore svolta al modo di approcciarsi alla fotografia di moda, abbandonando gli schemi e le pose rigide, dando maggiore libertà ai soggetti dei loro lavori, che venivano ritratti in pose più naturali e "sportive". Sotto la direzione di Alexey Brodovitch, lo stile fotografico di Harper's Bazaar divenne lo standard per tutte le riviste a venire. Nella Londra dell'immediato dopoguerra, John French fu il pioniere di un nuovo stile di fotografia di moda ideale per le riproduzioni sui quotidiani, che coinvolgeva l'utilizzo di luci naturali riflesse e contrasti lievi.
Fra i più celebri fotografi di moda si possono citare Richard Avedon, Helmut Newton, Bruce Weber ed Herb Ritts, ed in anni più recenti Patrick Demarchelier, Steven Meisel, Mario Testino, Terry Richardson ed Annie Leibovitz.
fonte: wikipedia
Iscriviti a:
Post (Atom)



